Campanilismo e vittimismo, altre gran brutte parole.

Non ho ancora visto il film “Il Capitale Umano” di Virzì. Appena arriverà nelle sale ticinesi andrò a vederlo.  Non capisco tuttavia la gran polemica che si è creata intorno a questa pellicola. Ho visto commenti su facebook, più offesi dall’Amaca di Michele Serra, che dal film stesso.

Non capisco quest’orgoglio brianzolo offeso. La Brianza è un posto come un altro, chi vi è nato non ha né merito né demerito per essere stato portato lì dalla cicogna. Nessuno sceglie dove nascere, ma sembra che in questi tempi di razzismo facile tutti se ne dimentichino.

Ho letto l’Amaca. Non mi sembra che ci sia niente di offensivo.

Da sempre sui giornali tutti parlano male di tutto. E nelle osterie? E’ ben peggio, lì il turpiloquio regna sovrano. E nelle versioni moderne e deteriori del  bar sport o dell’ osteria del porto, da facebook a twitter, a youtube, si legge, si vede e si ascolta anche più del peggio e del meglio.  L’Amaca di Serra non contiene volgarità.

Restano tuttavia alcuni fatti.

  • Le tradizioni e la cultura sono da sempre legate ai luoghi e si sono sviluppate in quelle regioni per motivi storici, geografici, ambientali e climatici. Porta uno sherpa tibetano in Arabia e puoi causarne la morte.  Ma a quale cultura appartiene il bambino nato in Africa e cresciuto in Brianza? E ce ne sono molti, varrebbe la pena ricordarlo..
  • La speculazione edilizia e lo sfruttamento selvaggio del territorio. Purtroppo nessuno è esente, né al nord né al sud. Ma chi lo ha permesso? Quale legge, quali amministratori?
  • Le regioni privilegiate dal boom economico sono anche le prime vittime della crisi:  i capannoni cresciuti come funghi  spesso vengono abbandonati e rimangono lì come fantasmi.

Io sono nata in Valtellina. È bellissima la Valtellina, con le sue montagne, con i suoi terrazzamenti, ma ogni volta che ci torno piango. Piango per il fondovalle invaso dai capannoni, piango per lo sfruttamento selvaggio delle rocce e delle acque, piango per lo stato penoso dei treni, per l’eccessivo traffico automobilistico, per i troppi supermercati..

Non mi sarei offesa se Michele Serra avesse detto le stesse cose sulla Valtellina.  Lo stesso Ermanno Olmi, in un’intervista introduttiva al suo bel film documentario Le Rupi del Vino,  aveva espresso la sua perplessità. Certo, aveva detto, i vigneti e i terrazzamenti sono bellissimi, ma il fondovalle? Da gran maestro qual è, nel suo film è riuscito a non evidenziare mai il fondovalle grigio di capannoni e non più verde come lo ricordo io.

Vivo a Lugano e piango quando vedo lo skyline di questa bella cittadina costellato da gru sempre più alte, sempre più alte.

Perché non riflettere sulla critica e cercare di migliorare le cose?

Non offendiamoci, piuttosto prendiamola sul ridere, anche se c’è ben poco da ridere.

http://giacomosalerno.com/2014/01/09/lamaca-del-9-gennaio-2014-michele-serra/

http://www.imdb.com/title/tt1525583/

 

 

1 pensiero su “Campanilismo e vittimismo, altre gran brutte parole.

  1. Cristina,
    ho letto con molto interesse il tuo ultimo articolo. Credo ti sia ritornata la vena di scrittrice. In realtà sai commentare gli eventi quotidiani con grande saggezza e bravura !!

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