LA POTENZA EVOCATRICE DELLA CRIMEA..

..da Ifigenia in Tauride all’Orda d’Oro, daLeone Tolstoj a Florence Nightingale, dalla battaglia di Balaklava all’assedio di Sebastopoli a Yalta… e i Tartari?

Se il sangue è concime la terra della Crimea deve essere davvero fertile.

Ma si sa, la storia è un mattatoio e certi paesi sembrano essere stati il luogo privilegiato per questa attività cruenta. Oggi si parla molto della Crimea, terra lontana e quasi dimenticata. Chi è bravo in storia ricorda vagamente la guerra di Crimea (1853-1856), alla quale parteciparono anche i piemontesi di Cavour per avere un pretesto per chiedere l’aiuto di Napoleone III nella nostra seconda Guerra d’Indipendenza. Fu durante questa guerra che la brava Florence Nightingale si fece notare per la sua efficienza e compassione nel curare i feriti.

Sì, perché a differenza dei mattatoi veri, nelle guerre si fanno le cose a metà, e allora servono dottori e infermieri per alleviare le sofferenze dei sopravvissuti…

La Guerra di Crimea provocò più di mezzo milione di morti e fu la prova generale della Grande Guerra del 1914.

Anche Leone Tolstoj vi partecipò e la descrive nei suoi Racconti di Sebastopoli, che varrebbe la pena rileggere.

Ma dov’è la Crimea? E’ una piccola penisola che s’insinua nel Mar Nero. Una volta era la Tauride, qualcuno forse ha sentito parlare della tragedia Ifigenia in Tauride, di Euripide, ripresa poi da Goethe. Mi sono sempre chiesta dove fosse questa fantomatica Tauride.

Perché si parla tanto della Crimea oggi?

Perché, perché, perché? Le domande non finiscono mai, come il gioco del perché dei bambini. Da dove cominciamo? Dall’inizio o dalla fine?

Se la fine è oggi e la storia è come una cipolla, fatta di tanti strati, proviamo a “pelarla”. Oggi si chiama Repubblica Autonoma di Crimea e casualmente appartiene all’Ucraina. Infatti il leader sovietico Nikita Khruščëv, il successore di Stalin, nel 1954  decise di regalarla all’Ucraina, che comunque faceva parte dell’Unione Sovietica. Allora non cambiava quasi niente.  Poi però ci fu il crollo e lo smembramento dell’Unione Sovietica, l’Ucraina divenne indipendente, e anche la Piccola Crimea ottenne una certa autonomia, diventando appunto “repubblica autonoma”.  Sul suo territorio rimane tuttavia la base navale russa di Sebastopoli. Il nome di questa città è scritto col sangue, essa subì infatti due terribili assedi, a un secolo di distanza l’uno dall’altro, il primo durante la guerra di Crimea nel 1854-55 (Gran Bretagna, Francia, Regno di Sardegna alleati della Turchia contro la Russia) e l’altro nel 1941-42 (Hitler contro Stalin).

Abbiamo cominciato a pelare la nostra cipolla, e cominciamo a lacrimare.

Allora la Crimea non è sempre stata russa. No, c’è di mezzo un sacco di storia. Chissà perché sono sempre dei posti piccoli, quasi insignificanti, al centro delle grandi dispute fra i giganti della storia. Fino al 1914 questi due giganti erano l’impero ottomano a sud e l’impero russo a nord.  Non erano proprio amici, anzi, le guerre russo-turche erano quasi di routine, e la Crimea era spesso la posta in gioco.  Fu solo nel 1783 che fu definitivamente annessa all’impero dello zar, anzi della zarina Caterina la Grande, l’amica di Potëmkin, quello della corazzata. Prima la Crimea era stato un Khanato tartaro per alcuni secoli, legato all’impero ottomano. Prima ancora, dall’invasione dei mongoli fino al 1441 era nota come l’Orda d’Oro. La parola Orda in lingua turco-mongola vuol dire accampamento..

I tatari o tartari sono infatti discendenti di quei mongoli che tanto terrorizzarono il mondo nel tredicesimo secolo, quelli guidati da Gengis Khan. E’ una popolazione di ceppo turco-mongolo.  Come tante altre minoranze etniche anche i tatari di Crimea durante il periodo staliniano subirono persecuzioni e deportazioni; oggi ne sono rimasti relativamente pochi, solo il 12-16% della popolazione.

Ma attenzione, anche Veneziani e Genovesi sono stati in Crimea. Nel tredicesimo secolo infatti i Genovesi conquistarono le basi veneziane e posero le loro a Cembalo, oggi Balaklava, e controllarono i commerci della regione per un paio di secoli fino all’arrivo degli ottomani.

L’Ucraina stessa, prima di arrivare ai confini attuali, è stata divisa e spartita fra i vari imperi, austriaco, ottomano e russo, ma la storia della Russia ha proprio origine nella Rus di Kiev.

La piccola Crimea, quasi-isola nel Mar Nero, è sempre stata una regione agognata soprattutto dai russi, che incessantemente mirano ad avere una loro base sul Mar Nero, porta verso il sole, verso il Mediterraneo e verso la seconda Roma, Costantinopoli. Ma qui si dovrebbe aprire un altro capitolo, e pelare una cipolla ancora più grossa…

Immagine

Questa mappa del 1769 mostra la penisola di Crimea e la Tartaria Minore in giallo, mentre la Russia è  colorata in azzurro

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