Il lato A di Gioele Dix

Presentato a “Chiasso Letteraria” l’ultimo libro di Gioele Dix, Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famiglia perseguitata dalle leggi razziali

 

Avevo sempre desiderato vedere uno spettacolo di Gioele Dix, ma ci sono riuscita solo lo scorso novembre, quando è arrivato a Lugano con il suo “Nascosto dove c’è più luce”. Mi è piaciuto moltissimo, leggero ma profondo, divertente ma non volgare, colto ma non erudito, insomma uno spettacolo perfetto.

Così quando ho saputo che sarebbe venuto al festival letterario sotto casa, sono corsa a sentirlo. Bisogna approfittare di questi mercati itineranti della cultura.

Sono andata senza sapere di che cosa avrebbe parlato, solo per il piacere di ascoltarlo.

Il festival sotto casa era Chiasso Letteraria, si parlava di libri. E infatti anche Gioele Dix ha presentato un suo libro. Confesso la mia ignoranza, non sapevo che avesse un lato A, non sapevo che scrivesse anche libri. Così come non sapevo che il nome Gioele Dix se lo fosse “fatto” da solo, come ci ha raccontato, quando aveva cominciato a lavorare in teatro e stentava a farsi un nome come attore. Così se ne inventò uno.

Il nome del suo lato A, quello con cui è conosciuto all’anagrafe, è Davide Ottolenghi, un nome distinto, forse un po’ troppo lungo e impegnativo per un attore comico.

Gioele e Davide hanno tuttavia una radice comune, sono due nomi ebraici, biblici. E Gioele Dix, da ebreo che si rispetti, nei suoi spettacoli più fortunati tira sempre in ballo la bibbia, anche con toni assai polemici. Ne “La Bibbia ha (quasi) sempre ragione” dice che se Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, l’uomo può criticarlo, è normale, no?

Se Gioele-Davide riesce a parlare con tanta facilità e spregiudicatezza di Dio e della bibbia è anche grazie all’eredità genetica ricevuta. Sembra infatti che suo nonno fosse un fine intellettuale, dotato di grande senso dell’umorismo. Gioele ha voluto raccontarcelo nel suo ultimo libro “Quando Tutto Questo Sarà Finito”. Non è un libro comico, è la storia delle vicissitudini della sua famiglia dopo la promulgazione delle leggi razziali e della loro fuga in Svizzera. Vista la loro appartenenza alla comunità ebraica, non è una storia allegra. Non mancano tuttavia episodi edificanti, per fortuna. D’altra parte altre storie di questo genere si possono raccontare proprio perché a volte anche nel mezzo di immani tragedie ci sono momenti di luce. Altrimenti sarebbe solo silenzio. Il giardino e museo Yad Vashem di Gerusalemmene è una prova.

Dico questo perché al termine della presentazione del libro la “regia” del festival aveva previsto che alcuni studenti di un liceo di Lugano ponessero alcune domande a Gioele Dix. Ora io temo sempre il momento delle domande, e questa volta ne ho avuto conferma. Prima di tutto questi ragazzi – accompagnati dal loro insegnante di italiano – non sono stati nemmeno capaci di rivolgersi all’oratore guardandolo negli occhi e hanno letto – male – le domande, che non erano evidentemente farina del loro sacco. La prima era più o meno così: “con che coraggio ha scritto di un argomento di cui c’è già una ricchissima bibliografia?” Come dire, ci sono già moltissimi romanzi d’amore, perché ne ha scritto un altro. Mah…

La seconda invece, per la quale è stata perfino trovata una citazione di Milan Kundera, riguardava la “provvidenzialità” nella storia, non era eccessiva? Come dire, ma come, voi, ebrei, scappate in Svizzera e non finite ad Auschwitz?

Davide-Gioele ha dimostrato la sua abilità di intrattenitore nel rispondere con intelligenza e ironia, dicendo che non era una favola a lieto fine e che comunque un bambino della famiglia era morto in seguito a questa avventura. Lui ha voluto raccontare ciò che era effettivamente capitato a suo nonno e suo padre, che erano riusciti a superare quei tragici momenti grazie anche alla loro capacità di dissacrare e sdrammatizzare persino i fatti più tragici.

Io invece ho fatto un’altra riflessione. Ho pensato che, quando ormai i protagonisti di quei tragici avvenimenti sono quasi tutti scomparsi, dobbiamo essere grati a un personaggio così brillante, amato da un pubblico vasto, per il dono di una storia così bella ed edificante, scritta in un linguaggio moderno, stuzzicante anche per i giovani…

Come per i suoi spettacoli, mi è spiaciuto quando la presentazione è finita, sarei stata ancora a lungo ad ascoltare Gioele Dix.

Immagine

Gioele Dix

Quando tutto questo sarà finito. Storia della mia famigliaperseguitata dalle leggi razziali

 2014 Arnoldo Mondadori Editore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...