La Biblioteca come opera d’arte.

A Vicenza una mostra di Candida Hofer, la “fotografa delle biblioteche”

In questi giorni vi sarà capitato, ascoltando la radio, di sentire una pubblicità un po’ insolita: “Candida Hofer a Vicenza”. Il nome non mi era del tutto nuovo, così sono andata a controllare e mi sono ricordata. Tempo fa avevo ricevuto da qualche amico zelante, quelli che ti mandano le presentazioni power point dei fiori più belli su questa terra, i paesaggi più spettacolari, gli animali più sorprendenti, una serie di fotografie delle biblioteche più belle del mondo, e la cosa mi aveva incuriosita. Così avevo cominciato a cercare qualche informazione in più sull’autrice di queste foto, e, per un altro caso fortuito, avevo trovato anche un articolo su questa singolare fotografa su una rivista d’arte cartacea “Parterre des Rois” http://www.parterrederois.com a firma di Ada Cattaneo. Poiché non c’è due senza tre, ecco che sento questa pubblicità che mi spinge a condividere i miei pensieri.

Chi è Candida Hofer? E’ una fotografa tedesca, che ha frequentato la famosa Kunstakademie di Düsseldoorf in anni particolarmente fortunati per quella città, in cui, per un raro allineamento di astri, gli artisti più importanti del momento sembra si fossero dati appuntamento.

Così era capitato a Parigi negli anni venti, quando Hemingway aveva insegnato a Ezra Pound a tirar di boxe, oppure a New York, quando si poteva incontrare Marcel Duchamp che giocava a scacchi con Samuel Beckett.

Così capitò a Düsseldorf fra gli anni 60 e 70 e, come sempre avviene in quelle occasioni, la cultura subì un’accelerazione straordinaria, in tutti i campi. Candida Hofer fu allieva di Bernd and Hilla Becher, i famosi fotografi tedeschi, essi stessi promotori della Scuola di Düsseldorf, e si trovò immersa in un ambiente che non avrebbe potuto essere più artisticamente fertile, che influenzò profondamente la sua formazione. Fu in quel periodo che nacque la sua passione per gli ambienti vuoti e deserti. Più tardi si specializzò in quella che doveva diventare la sua “specialità”: la rappresentazione di ambienti destinati ad ospitare persone, ma senza alcuna figura umana, in particolare le biblioteche, regalando ad essi un’atmosfera fra il surreale e il regale.

La mia personale opinione è che questa artista ha celebrato queste bellissime biblioteche in quanto veri e propri templi della cultura, della parola scritta, della storia e dello studio, monumenti solitamente silenziosi e austeri, (la parola monumento significa proprio segno a ricordo) raramente conosciuti dal grande pubblico, che spesso incutono soggezione e persino timore. Con le sue splendide immagini ne ha aperto le porte e ne ha esaltato la bellezza, oserei dire la perfezione, non solo architettonica. La Parola valorizzata dall’Immagine, una sinergia perfetta. La Parola ospitata in queste splendide dimore, che hanno appunto la struttura e l’aspetto di veri e propri luoghi di culto, com’è giusto che sia.

Anche se potremo andare di persona in queste famose biblioteche, visitiamo comunque la mostra: ci darà una preziosa chiave di lettura e spunti di riflessione per apprezzarle ancora di più.

http://www.vicenza.com/eventi/%E2%80%9Ccandida-h%C3%B6fer-immagini-di-architettura%E2%80%9D

Beautiful-Libraries-Candida-Höfer-09-St-Gall-Switzerland

http://webodysseum.com/art/beautiful-librairies-by-candida-hofer 

 

 

 

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