Archivio mensile:ottobre 2015

Il Futile ci Salverà

Mi è già capitato di soffermarmi, tempo fa, su parole come “disposofobia”, piuttosto brutte all’orecchio e alla vista, ma che forse si ricordano proprio per questo. Quest’orribile parola, disposofobia, sta semplicemente ad indicare la mania di accumulare tutto. Avevo forse anche parlato dei collezionisti, altro argomento correlato. La cosa mi tocca da vicino perché io tendo a tesaurizzare – altro termine pretenzioso – e ad affezionarmi alle cose più inutili, le scarpe anni cinquanta della mia mamma, il tagliacarte che stava sulla scrivania del mio papà, la mia prima penna stilografica, naturalmente rotta, e via di questo passo. La cosa non sarebbe un problema se mio marito non volesse sempre disfarsi di tutto. Il suo armadio è sempre vuoto perché quando si compra un paio di pantaloni, ne elimina un paio di vecchi, e così per tutto, scarpe, pigiami, giacche.
Ieri ne ho trovata un’altra di queste parole, e me ne sono subito innamorata. Bottonologia.
Fantastico, qualcuno si è inventato questa nuova scienza e ne ha fatto subito una parola cult.
Non solo, come con i vari Minions, Peppa Pig, Simpson e altre mode, si è subito allargato e ha dato vita a facoltà universitarie, seminari, corsi di studio; ha invaso con bottoni-pupazzetti tutti gli autogrill; ha pubblicato libri come Bottonology for Dummies (Bottonologia per Tonti) o La Bottonologia in 10 Lezioni e persino Lo Zen del Bottone.
Ho trovato queste preziose informazioni sul libro che un amico, un “Lettore Forte”, mi ha passato qualche tempo fa: di Fredrik SJÖBERG, L’ARTE DI COLLEZIONARE MOSCHE.
Già dal titolo si può capire come l’autore sia un gran burlone. Per carità, uno scienziato serissimo, ma con un gran senso dell’umorismo. Effettivamente a chi può venire in mente di collezionare l’odiato insetto? Ci mancava solo che fosse l’arte di collezionare zanzare. Eppure questo signore svedese, e chi osa ancora dire che i nordici sono freddi e insensibili, si rende perfettamente conto dell’anomalia del suo hobby o mania, e riesce a divertirci e farci pensare.
Eh sì, sto imparando molte cose davvero sui sirfidi, che sono un tipo di mosca, ma anche sulle isole, e forse anche su di me.
Perché questa citazione dotta sulla bottonologia mi ha fatto pensare alle mie di manie, grandi o piccole che siano. Quando le mie figlie erano piccole io collezionavo per loro delle piccole gomme profumate o colorate, avrei potuto scrivere un piccolo trattato e diventare gommologa, perché no. D’altra parte ho un’amica gemmologa, molto simpatica. Acquistavo in genere piccoli oggetti che piacevano a me, costavano poco e occupavano poco spazio, come delle scatoline di metallo. Togliendo la “e” , ero così diventata esperta di scatologia, piuttosto che di escatologia. Abbiamo ancora questi oggettini in un armadio in uno scatolone recante la scritta TESORI DI A. E DI G. . Loro adesso sono sposate e non abitano più con noi, ma ogni tanto vengono a controllare il loro scrigno. Io colleziono, meglio sarebbe dire ogni tanto acquisto, teiere di peltro inglesi. Cominciai anni fa a Brighton, e ogni tanto ne trovo una che mi piace, e non costa troppo, a un mercatino. Sono una tè-dipendente e così come amo le teiere sono anche affascinata dai piattini a forma di teiera che in inglese si chiamano ”Tea Bags Tidy Rest”, il riposo ordinato delle bustine di tè. Mi piace l’oggetto, e poi a un nome così non potevo resistere. Come si potrebbe chiamare questa scienza? Teabagstidirestology? Troppo bello. Se non fossi già in pensione potrei forse tenere dei corsi all’università, o almeno fare domanda per una borsa di studio.
Non sorridiamo troppo, spesso si ricordano le nozioni più strane, di una lingua straniera si imparano le parole più inutili, forse proprio perché sono insolite, si comprano oggetti superflui che forse un giorno riscopriremo in fondo a un cassetto come dei tesori.
Quando ero piccola andavo a cercarmi delle fiabe da leggere, era il mio divertimento, su dei grossi Libri Rossi, un’enciclopedia per ragazzi UTET più bella –secondo me – dei Libri Blu, della Mondadori. Guardavo scrupolosamente l’indice alla ricerca delle mie fiabe, ma l’occhio era attratto da un capitolo: Gli Albori del Regime. Non mi sono mai chiesta cosa fosse, perché io cercavo le mie belle storie, ma l’ho capito un giorno, parecchio tempo dopo, quando mio padre disse che il cugino Aleardo, che viveva di rendita ed era uno scapolone, aveva insegnato per breve tempo Diritto Coloniale e Mistica Fascista. Ci voleva un bel coraggio. Diritto coloniale da che parte, dei coloni o dei colonizzati? Oppure si riferiva alle colonie elioterapiche o marine del dopolavoro ENAL a Milano Marittima? Mistica fascista è un concetto ancora più sofisticato, come dire cabala nazista… Allora evviva, evviva la Bottonologia e l’Arte di Collezionare Mosche!

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