Buone feste, Caterina

NataleHo ritrovato queste pagine nella memoria profonda del mio computer. Mi ha sorpreso la sua attualità. Buone feste a tutti!

Buone Feste, Caterina!

Buone feste! Auguri! Buon Natale! Dove trascorrete il Natale? Il pranzo della vigilia in casa? E i regali quando li aprite?

Aiuto.

Perché non suggerire ai professori di matematica di usare il Natale per insegnare a far di conto.  In particolare le potenze e le loro proprietà. Vediamo di fare alcuni esempi. Uno più uno fa due.  Prima di sposarsi si era single, quindi uno,  poi ci si sposa e si diventa due. Poi nasce il primo figlio, e tre, il secondo e quattro, e il terzo, cinque.

Per alcuni anni si rimane in cinque. Per un po’ di anni il natale lo si passa ancora in casa dei nonni, o di qua o di là. Certo, era bello preparare le sorprese ai bambini, ma  Caterina rimpiangeva già i natali della sua infanzia, a casa sua, con  il papà, la mamma e i fratelli.  Adesso la sua famiglia è quella del marito, non è proprio la stessa cosa.

Poi di colpo i figli si sposano, prima uno poi l’altra. Ecco che si diventa nonni. Quattro nipotini in quattro anni.  Facciamo un po’ di conti, Caterina + marito + tre figli + due consorti dei figli + quattro nipotini =  undici. Da due a undici.  Quest’anno la figlia minore di Caterina ha sentito la necessità di sposarsi anche lei. Undici + uno  = dodici. Il tavolo  fratino che sembrava così lungo quando i bambini erano piccoli ha bisogno di una prolunga.  La sera della vigilia tutti a casa di Caterina. I bambini sono stanchi ed eccitati, i grandi esausti. Il genero  ha una crisi di Christmas mood, che, detto in volgare, vuol dire che ha un gran  muso lungo, più o meno simile a quello del marito di Caterina, che ne soffre di frequente. Per fortuna c’è parecchio champagne, conservato per l’occasione. A Caterina piace molto e brinda con gusto, al diavolo i cattivi umori. Secondo la figlia di mezzo si è data all’alcol per sopravvivere. Perché no. Il marito della figlia di mezzo dice che il suo champagne è l’unico che non gli dà bruciori di stomaco.  A Caterina piacciono tutti, nessun problema di stomaco.  Evviva lo champagne.  Però è bello, la figlia minore di Caterina e il futuro marito hanno la passione della cucina. Raffinatissima,  tartare di pesce, salmone affumicato, salse esotiche, sushi, zuppa di capesante.  Caterina si sente esautorata. Evviva lo champagne.

Cena finita, bambini a letto, ultimi doni da incartare e mettere sotto l’albero. Quest’anno è stato  riciclato un minuscolo alberello sintetico accanto ad una vecchia mangiatoia in ceramica napoletana con carillon. Niente luminarie. Nessun biglietto di auguri, Tutto elettronico. Anche le lettere a babbo natale sono elettroniche. Su internet ci sono i generatori elettronici di mail par babbo natale.  Chissà se babbo natale ha la connessione a banda larga.

Ma i regali sono veri e tanti. Altro esercizio di matematica. Ogni persona grande fa un regalo ad ogni persona grande e ad ogni bambino. I genitori fanno più di un regalo ad ogni bambino, quanti regali ci sono “sotto l’albero”? Cioè sparsi su tutto il pavimento del soggiorno, che non è una piazza d’armi.  Per fortuna i bambini riceveranno un “Gesù bambino” a casa loro prima di arrivare a casa dei nonni.  Ormai il conto si è perso. Quali sono le proprietà delle potenze? Caterina non ricorda, la matematica, a detta di suo marito, non è il suo forte.

All’ultimo momento si accorge di non aver pensato alla consuocera o al marito di una nipote. Ricicla velocemente un pacchetto di dolci,  una bottiglia, una sciarpa, la confezione di schiuma da bagno ricevuta dal farmacista. Le sciarpe vanno sempre. Guanti, cravatte e calze sono passati di moda. Per fortuna c’è un cassetto “Regali da riciclare” cui si attinge in caso di bisogno.  Nessuno si sente in colpa, spesso sono molto meglio di altri doni ricevuti, come il tagliere per formaggio a forma di topo  o la zuppiera a forma di zucca.  La sorella del marito di Caterina  è un’artista. Riesce a trovare – sembra al mercato di viale Papiniano  a Milano – gli indumenti più strani, convinta di fare affari formidabili e di indovinare i gusti dei destinatari dei preziosi doni. Ecco che dai pacchi spuntano giacche spaziali, maglie luccicanti, copricapo  da maghi, stole di pelliccia di muppets,  trousses luccicanti da sera che nessuno userà mai.

Ma torniamo alla mattina del giorno di natale. Per fortuna lo champagne ha concesso una notte tranquilla. Si aspetta che siano tutti svegli per buttarsi sui doni. Come il primo giorno dei saldi di Harrods. E’  tutto un risuonare di Oh, Che bello! Grazie! Ma è fantastico! Facciamo la foto ai bambini mentre aprono i pacchi! Clic!   Il cane e i gatti sono parecchio spaventati. In un attimo il soggiorno diventa un campo di battaglia dopo lo scontro. Il marito di Caterina comincia a  fare  la raccolta differenziata. Caterina cerca disperatamente di ridare un aspetto civile alla stanza e cerca senza successo di rimettere un po’ d’ordine.

Già esausti si parte, tutti a Milano dalla zia che li aspetta con marito, figlia, marito della figlia e bambino. Altra abboffata di cibo e di regali. Caterina ha preparato il paté, come tutti gli anni. Si arriva, a seconda dell’ora si comincia a mangiare o si aprono i regali. Insalata russa, paté, antipasti vari, colesterolo alle stelle, altro champagne.  Poi arrivano i tortellini “fatti in casa”, e poi nessuno riesce più a mangiare le starne o i fagiani  dello zio cacciatore, che però non mangia le sue prede.  Sono sempre un azzardo, a parte essere troppo secche sono un’arma pericolosissima per i denti. Quindi tutti che raccomandano: attenti ai pallini! Un incubo. Si arriva ai dolci  esausti, ma tutti ammirano la bellissima e raffinata torta preparata dalle figlie di Caterina. Altra tradizione.

Altro arrembaggio, altra raccolta differenziata. Ognuno raccoglie ed esibisce i suoi trofei.  Nessuno osa trattenere gli ospiti che a un certo punto decidono di tornare a casa, perché hanno lasciato il cane solo.  La zia  nasconde surrettiziamente  le starne o i fagiani avanzati fra i doni da portare a casa.

A casa si fa l’inventario.  Da una parte i regali da riciclare, da una parte gli imballaggi da riutilizzare, nei cassetti il maglione o il pigiama per il marito, la borsa per Caterina, la camicia per il figlio e le sciarpe per le figlie.  Qualcuno dice che la Posta Svizzera fa una raccolta di balocchi inutilizzati per i bambini poveri.  Il marito di Caterina raccoglie un bel numero di trofei, giocattoli da portare alla Posta, un enorme robot  da cucina che Caterina ha deciso di regalare  e  un paio di indumenti spaziali. Le borsette da sera sono ormai tre, ma Caterina teme che darle in beneficenza sia un insulto alla miseria. Si tengono per la prossima riffa dell’associazione combattenti e reduci. Intanto i bambini giocano con la scatola del pandoro che è diventata un elmo e i tappi dello champagne che sono diventati soldatini.

La sera di Natale a letto senza cena  con una buona dose di citrosodina.

La mattina di Santo Stefano telefona la figlia di mezzo,  rimasta senza cibo. E’ la festa degli avanzi. Si mangia in libertà una fetta di salmone, un po’ di paté, un po’ di frutta secca. Che bello non dover più cucinare. La tovaglia è quella del giorno prima,  i vestiti non sono quelli della festa.

Presto ci saranno i saldi. Ogni anno Caterina si ripromette di cominciare a fare acquisti intelligenti per il prossimo natale. Ci riuscirà mai?

Anna Carbich, Natale 2010

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...