Le Passioni di Caterina

Nonostante l’età Caterina è spesso vittima di passioni improvvise, vere e proprie infatuazioni. Come dice il dizionario, si tratta di “Passioni intense ma superficiali, spesso destinate a esaurirsi in breve tempo”, che tuttavia possono causare grandi sofferenze.. 

È una vera e propria patologia, cui Caterina è soggetta da sempre. Non ricorda quale sia stata la prima volta, forse un professore di matematica in prima o seconda media. Tutte le bambine ne erano innamorate, indipendentemente dai risultati nell’ardua disciplina.  Eh sì, i professori sono la prima categoria a rischio. Alzi la mano chi non ha mai provato una passione travolgente per un precettore, la letteratura ne è piena. A volte la cosa è positiva, perché pur di fare bella figura con l’amato, si passano le notti a studiare, trascurando le altre materie insegnate da “vecchie zitelle”, come si diceva una volta. Ricorda Caterina il fascino di Monsieur Gérard dell’Alliance Française a Parigi. Magro, non tanto alto, capelli ricci brizzolati, un po’ grigio nell’aspetto, che poteva avere il fascino del povero professore, marito di Jo, in Piccole Donne.  Un giorno l’aveva incontrato sul Métro e avevano scambiato due parole, lui forse aveva dovuto fare uno sforzo per capire con chi parlava, dato il numero degli studenti che passavano dalle sue classi, ma Caterina era al settimo cielo. Si accontentava di poco.

Non solo uomini, non solo persone. I libri e i suoi autori, femmine o maschi che siano. Dopo la fase dei principi azzurri delle favole, Caterina era passata a romanzi per ragazzine che andrebbero messi all’indice, tipo Papà Gambalunga o il Birichino di Papà, in cui si raccontava di rapporti quasi incestuosi, assolutamente riprovevoli se considerati con gli occhi di oggi. Poi, finalmente, aveva scoperto la buona letteratura, con Lessico Famigliare. Si era innamorata del libro e della sua autrice. Aveva scoperto che si poteva leggere di cose normali, come capitano a tutti, scritte con un linguaggio normale, e goderne.  Non ha mai incontrato Natalia Ginzburg di persona, ma l’ha sempre considerata ben più di una maestra. 

Oggi ci sono i festival letterari e, quando ne ha la possibilità, Caterina corre ad ascoltare i suoi autori preferiti, donne o uomini che siano. Spesso si trova in totale sintonia con il loro pensiero, e le sembra che siano suoi amici da sempre. Fa la coda per farsi firmare il libro e torna a casa ancora in stato di trance.  Confessa persino a suo marito che non avrebbe esitato un momento se Amos Oz, incontrato a una conferenza, le avesse chiesto di scappare con lui. Come le è spiaciuto quando ha saputo della sua morte. Uno scrittore, anche se il suo libro non è autobiografico, mette moltissimo di sé nella sua opera, quindi se il libro è piaciuto, deve piacere anche l’autore. 

A volte tuttavia Caterina si spinge troppo oltre..  Recentemente ha incontrato una giornalista scrittrice, ha ascoltato con grandissima partecipazione le sue parole, ha scoperto di avere gli stessi interessi, aver fatto gli stessi viaggi, insomma di poterle essere amica.  Acquista il suo libro, lo legge in tre giorni, e – errore gravissimo – le scrive alcune parole gentili con la scusa di chiedere informazioni per un viaggio che la scrittrice giornalista aveva proposto.  Non una parola di ringraziamento, neanche la signora temesse che la povera Caterina la facesse oggetto di stalking. Caterina ha spesso queste delusioni, purtroppo. 

A un medico siciliano aveva regalato un libro di Sciascia sulla mafia, all’otorinolaringoiatra che le aveva tolto le tonsille aveva regalato il libro di Buzzati con il racconto Settimo Piano.  Caterina era infatti ricoverata in una stanza al settimo piano dell’ospedale. Il marito l’ha sempre presa in giro perché sembra che questo affascinante dottore una volta avesse perforato trachea ed esofago di un paziente causandone la dipartita. A lei sembrava così bravo!

Probabilmente è il fascino del camice o della divisa, soprattutto degli ufficiali di marina. Quando era andata in Turchia, come ragazza alla pari  a curare le due bimbette di lontani cugini diplomatici, era rimasta abbagliata dalla bellezza dell’attaché navale americano, con la sua uniforme bianca. L’aveva indispettita tuttavia l’insignificanza della moglie, un grande spreco.  

Gli ufficiali di marina. Il marito di Caterina è ancora geloso del Signor Martinelli, garbato ufficiale sulla nave da crociera che li aveva portati in giro sul Mediterraneo tanti, troppi anni fa. È stata forse l’unica volta che Caterina ha indossato un abito lungo da sera, ricavato da un sari indiano di seta turchese con ricami in oro.  Com’era stato gentile! Caterina era molto lusingata dalle sue cortesi attenzioni.  Poi, forse, il mare si è agitato e le condizioni dei passeggeri sono peggiorate.. Niente può il fascino di un ufficiale contro il mal di mare.

Meglio stare sulla terra ferma dove si possono coltivare le passioni senza soffrire troppo, almeno fisicamente. 

Per anni è andata alla scuola serale per imparare il russo, lingua affascinante. Scarsi i risultati, purtroppo, forse la colpa è dell’insegnante: una giovane e robusta donna che non le ha mai dedicato particolari attenzioni.  Però il marito di Caterina ha imparato alcune parole ed è stato costretto ad ascoltare regolarmente tutte le meravigliose canzoni del coro dell’Armata Rossa, da Kalinka a Katiuscia e persino l’Internazionale in russo. Ma il russo e le canzoni russe, le lingue in generale, meriterebbero molto spazio, quindi meglio lasciar perdere.  

Più mondano è stato l’incontro con Jonas Kaufmann. Il tenore con voce da baritono più bello del mondo, e anche simpatico. Parla perfettamente l’italiano. Quando l’ha visto e sentito cantare Rule Britannia,durante l’ultima notte dei Proms, Caterina è rimasta letteralmente stregata, eppure non si è mai interessata di musica lirica.  Non solo lei naturalmente, penso che ci siano folle di donne ai suoi piedi, ma vederlo e sentirlo cantare proprio quella canzone è stata un’esperienza intima, e, non conoscendolo di persona, non c’è nemmeno il pericolo di soffrire di una delusione..

L’ultima infatuazione di Caterina, in ordine di tempo, sono i fiori selvatici.  Anche questa è una malattia. Complici il cane e il vicino bosco, Caterina parte ogni giorno per un giro di ricognizione con il suo apparecchio fotografico. Non importa se una volta Caterina per guardare un fiore è inciampata in un sasso e si è rotta una caviglia. Grazie a questa passione è  entrata in contatto col mondo della botanica, persone, libri e conferenze. Ci sono due studiosi in particolare che sono persino stati gentili con lei, l’hanno ringraziata quando a uno ha inviato dei francobolli raffiguranti dei fiori di montagna, e a un altro ha dato un vasetto di marmellata, in segno di gratitudine per aver condotto una visita guidata. Cosa desiderare di più?

2 pensieri su “Le Passioni di Caterina

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