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La bambinaia con la Rolleiflex

La sorprendente scoperta di una straordinaria fotografa vissuta nel più completo anonimato raccontata in un avvincente film-documentario.

Anche in questa storia tutto è cominciato per caso. Una ricerca sulle origini di un vecchio quartiere di una città americana e l’acquisto ad un’asta di uno scatolone pieno di negativi. Chissà che il giovane ricercatore non trovi qualche documento interessante e utile alla sua indagine? E’ così che John Maloof ha scoperto un vero e proprio tesoro, che avrebbe cambiato anche la sua vita. Che cosa c’era in quei negativi?
Scatti, istantanee, ritratti, autoritratti, scene di vita comune e meno comune.
John si rende conto di avere scoperto dei capolavori. Sconosciuti, eseguiti da una mano e da occhi ignoti. Chi è la persona che ha scattato quelle fotografie?
La ricerca non è semplice. Con pazienza e determinazione John Maloof riesce a mettere insieme gli innumerevoli e minuscoli pezzi della vita di questo/a artista, recuperando in un agazzino scatole e scatole che stavano per essere distrutte. Si tratta di una donna, molto misteriosa. Si scopre che faceva la bambinaia, ma anche la donna di servizio. Si scopre che ha un legame con la Francia, perché sua mamma era francese e insieme avevano trascorso lunghi periodi in un paesino nelle Alpi. Il padre, americano, scompare molto presto dalla vita di Vivian. Si scopre che madre e figlia negli anni ’30 a New York hanno vissuto con una fotografa ritrattista piuttosto famosa, Jeanne Bertrand.
In seguito Vivian ha fatto molti viaggi, continuando a scattare, naturalmente. Pian piano il ritratto si fa più nitido, ma è sempre in bianco e nero. Luci – le sue fotografie – e molte ombre – la sua vita. Single, solitaria, intellettuale, con una grande passione, la fotografia, e un interesse, quasi morboso, per la cronaca nera. Non si sa se abbia amici o famiglia. Anche con i bambini che cura il rapporto è complesso, alcuni l’hanno amata, altri l’hanno temuta e subita.
Chi è quella bambinaia che porta una piccola di sette anni a vedere un mattatoio? Chi è quella babysitter che quando il bambino è investito da un’auto si preoccupa soprattutto di fotografare la scena dell’incidente? Chi è la governante dii una famiglia alto borghese che porta i bimbi a fare una passeggiata nei quartieri più malfamati della città per fissare gli sguardi delle persone più sfortunate? Perché questo interesse morboso per orrendi fatti di cronaca? Perché questa ritrosia ad allacciare amicizie, a lasciarsi avvicinare da un uomo? Perché questa mania di accumulare giornali: nelle sue stanze infatti accumulava pile e pile di giornali e ritagli, cosa aveva intenzione di farne?
Questa storia mi ha immediatamente ricordato un’altra storia drammatica, quella dei fratelli Collier di New York, che per tutta la vita non avevano fatto che accumulare, accumulare di tutto nel loro palazzo in centro a New York. Lo scrittore L. E. Doctorow ha scritto un libro in chiave filosofica ispirato a questa vicenda, Homer and Langley, bellissimo.
Stupisce, nella vicenda di Vivian Maier, il contrasto fra la sua ossessione compulsiva a scattare e scattare fotografie e il rifiuto di pubblicizzarle, persino di stamparle. Sono stati trovati innumerevoli rullini ancora non sviluppati, le stampe sono pochissime.
Purtroppo a tutte queste domande non sarà mai data risposta. Si è scoperto dove è nata, New York nel 1926; dove è morta, Chicago 2009, in assoluta solitudine; si sa dove e con quali famiglie ha lavorato. Si può capire qualcosa di questa persona così singolare dalle sue opere, ma nel complesso rimane un mistero.
C’è empatia o distacco nelle sue fotografie? Perché nei suoi magnifici autoritratti, “selfie” si direbbe adesso, non sorride mai? Perché questo interesse per oscuri fatti di cronaca nera, stupri, abusi, strani delitti? Una volta lei stessa si è definita una spia e forse è la descrizione più azzeccata per questa persona che tanto amava la segretezza.
Non si sa se avrebbe apprezzato la notorietà di cui sta godendo adesso. Soprattutto credo che non avrebbe certo gradito le polemiche e persino le cause legali che sono ora in corso riguardo ai diritti di pubblicazione delle stampe. Come avrebbe reagito al rifiuto dei maggiori musei di ospitare le sue opere. Il lato oscuro della vicenda.
Come avvicinarsi a questa artista e conoscerla meglio?
Io l’ho scoperta grazie al film :
Alla ricerca di Vivian Maier. DVD. Con libro
di John Maloof, Siskel Charlie
Feltrinelli
Inoltre la mostra “Vivian Maier: A photographic Revelation” sta viaggiando in Europa e arriverà a Torino per l’autunno 2015, e molto probabilmente per gli inizi del 2016 a Roma.

vivianmaier

Senza titolohttp://www.vivianmaier.com

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