Archivio mensile:maggio 2015

Panta Rei, ovvero tutto cambia, anche i pensieri.

Panta Rei. Non so mai esattamente cosa vuol dire, ma suona bene. Sono andata a guardare su Wikipedia – ormai non potrei più vivere senza Wikipedia, le ho persino fatto una piccola offerta a Natale – e ho riscoperto che vuol dire “tutto scorre”. Sempre grazie alla mia amica Wiki, mi sono rinfrescata nel fiume di Eraclito, quello in cui non ci si può mai bagnare due volte, e ho pensato come è vero.
Io sono sempre io, ma forse anche questa è un’illusione. Oggi non è oggi che per un sol giorno, così come ieri, che domani sarà già l’altro ieri, e domani ieri era dopodomani. Ovvio, mi direbbe qualcuno. Certo, ovvio. Ma la dichiarazione delle tasse la devo presentare il 30 di questo mese, non un giorno più tardi, altrimenti si paga una multa. E che cos’è il 30 di questo mese se non un numero scritto su un calendario? E che cos’è un calendario, se non dei fogli con una lista di numeri e parole che noi ci divertiamo a colorare e cancellare e quando è tutto pieno, scarabocchiato e cancellato, appendiamo degli altri fogli, simili, ma non uguali, all’armadio della cucina?
Qualche giorno fa ho dovuto mostrare la patente a un poliziotto, poco più grande di un mio nipotino. Ho notato la sua espressione sorpresa quando ha visto il vecchio documento, ben conservato devo dire, ma vecchio, non nel formato nuovo che sembra una tessera del supermercato, e quando ha guardato prima la foto e poi ha guardato me. Cos’ho fatto? Cosa c’è di strano, ho pensato preoccupata, perché io ho sempre grande rispetto e timore reverenziale per l’autorità costituita, anche se rappresentata da un mio nipotino. Niente, mi ha detto solo: grazie signora, e mi ha ridato il prezioso reperto, maneggiandolo come fosse una scarpetta di cristallo. Allora ho guardato anch’io la foto, e mi sono chiesta, chi era costei?
Strano, non fa lo stesso effetto guardare le foto di quando eravamo bambini, ma proprio piccoli, quando non sapevamo ancora camminare e avevamo i boccolotti. Perché?
Pensieri che corrono, incontrollabili. Pensieri che ci perseguitano, più dei sogni, che di solito riusciamo a cancellare quando ci svegliamo, per quanto terrificanti.
Pensiero e percezione, che differenza c’è? Penso all’acqua, vado a fare il bagno, ma ecco che l’acqua è troppo fredda, poi troppo calda. Allora è vero, non si può fare lo stesso bagno nemmeno una volta, ma io penso al bagno, ho voglia di fare il bagno e quando ci penso non provo né caldo né freddo. Oppure non he voglia.
I pensieri saltano di palo in frasca. Infatti adesso mi viene in mente il libro che sto leggendo in questo periodo. Ho il brutto vizio di non rileggere mai lo stesso libro. Ci ho provato una volta, ma mi sembrava diverso, allora preferisco rimanere con il ricordo di quello che ho letto una volta sola. E’ bellissimo questo libro, Cigni Selvatici, di Chang Jung (è una donna, non so come si riconosca il genere nella lingua cinese), la storia vera di tre donne cinesi, tre generazioni, la prima nata nel 1910. E’ un libro che mi sta prendendo molto, mi fa pensare molto.
Ma è proprio vero che tutto cambia? O forse questo tutto continua solo a cambiarsi d’abito? Non è forse tutto un gran ballo in maschera, che si ripete ad ogni carnevale?
Tempo fa avevo letto un altro libro. Il mio calendario è in genere scandito dai libri che leggo, che sono le mie “ere”, le mie stagioni. Era una storia, molto ben scritta, documentata e raccontata, sulle guerre di religione e sulle persecuzioni in Europa fra il ‘500 e il ‘600. Storia di peccato, intolleranza, fame, terrore, persecuzioni, soldi e intrighi. Paura di pensare sbagliato, pena il rogo.
Nella Cina totalitaria della seconda metà del ‘900 si possono usare le stesse parole. Ma anche negli altri paesi con regimi totalitari.
Riforma = rivoluzione, controriforma = controrivoluzione, eresia = pensare con la propria testa, culto della personalità = idolatria? Inquisizione = tribunali speciali, purghe = persecuzioni, autocritica = esame di coscienza. Pensiamo a Galileo, al suo processo, alla sua abiura, quattro secoli fa. La prima vittima è sempre il Buon Senso. Pensiamo alle cadute in disgrazia e alle riabilitazioni dei vari personaggi delle dittature.
E’ paradossale che tutte queste indicibili sofferenze siano state inflitte nel nome di un fantomatico Bene Supremo, un paradiso in cielo o in terra, irraggiungibile. Nel ‘900 c’è stata un’ideologia deviata. Un’ideologia secondo la quale non era perseguitato chi pensava o si comportava in modo diverso, ma chi “era” diverso, secondo dei criteri, che in nome di teorie falsamente“scientifiche”, erano totalmente arbitrari. Terrificante, ma in fondo anche l’idea del peccato originale è terrificante.
Tutto cambia? Tutto passa? Come mi sento piccola e impotente quando comincio a pensare a queste cose.
Strano, riesco a pensare di meno, addirittura a non pensare, solo quando cammino nel bosco col mio cane e godo del susseguirsi delle stagioni, delle fioriture, delle nuvole che corrono, del mio faggio magico che cresce sempre più bello.. Panta Rei.

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